Ci sono dei momenti, a volte, che mi sembra che questa vita abbia davvero un senso e una bellezza incredibili.
Sono momenti lunghi, quasi come un improvviso sospiro a pieni polmoni.
Allora vedo spalancarsi improvvisamente delle porte davanti a me e la luce mi abbaglia gli occhi.
Ogni cosa mi pare che come un ingranaggio faccia parte di un meccanismo perfetto, e io inizio non solo a vederlo, ma anche a viverlo.
Forse sto finalmente lasciando alle spalle le mie radici, la mia cultura e i miei preconcetti, il modo di pensare e vivere a cui ero abituata e mai avevo messo in discussione.
Mi sto spogliando completamente per raccogliere quello che di vero e puro può offrire questa calda terra dalle persone felici e sorridenti.
C’è tanto da imparare, nonostante per assurdo sia io qua per aiutare loro.
La giornata trascorre pigra e calda, il sudore cola dalla fronte e impregna in pochi minuti i vestiti, il sole acceca e manca l’aria a mezzogiorno. Tutti attraversano il ponte a piedi o in bici.
La semplicità delle persone è disarmante. Qualsiasi lavoro facciano, si riflette in loro dignità e orgoglio: il lustrascarpe della piazza, chi prepara le vitamine sul carretto, chi vende i cocchi, chi trasporta sulla barchetta le persone da una riva all’altra del fiume, chi vende la frutta a lato della strada…
Non posso che inginocchiarmi e stimare loro piu di qualsiasi ricco imprenditore, o avvocato, o dentista o politico.
Ognuno sorride, aiutando il prossimo come se fosse lui stesso, dedicandogli tanto tempo, tutto quello che ha a disposizione, senza chiedere niente in cambio.
Nessuno ha tanta fretta da non accorgersi di chi ha bisogno. Nessuno è tanto povero da non poter offrire una mano e un sorriso a chi incontra per strada.
Le persone non lottano tra di loro per farsi concorrenza, per cosa poi??
La sera ci si siede sul marciapiede di fronte alla propria casetta per chiacchierare con i vicini e godere di un po’ di frescura. Non ci sono pubs, bar, o concerti o eventi.
Non c’è bisogno di niente per stare bene, basta avere se stessi.
Non serve l’auto ultimo modello, o il vestito firmato, o il taglio fresco della parrucchiera, o la casa con il giardino pieno di fiori, o il pc con internet.
Noi italiani siamo i ricchi, di denaro, ma siamo anche i poveri di sentimenti, di affetto e di speranza.
A che serve allora un buon lavoro, un buon salario se non riusciamo a goderci la vita nelle cose più semplici?
La mia più grande fortuna è avere amici, buoni amici che ogni giorno mi insegnano cosa è l’amore.
Passiamo tanto tempo insieme, pomeriggi, sere, weekend, e godiamo di noi, del chiacchierare, della condivisione in tutti i sensi, dello scambiarci gesti e parole affettuose in ogni momento per ricordare all’altro di quanto sia importante per noi.
Mi sento amata, benvoluta e vorrei essere in grado di ricambiare allo stesso modo.
Non mi serve nient’altro.
Quando uno dei nostri amici finalmente riceve qualche soldo in più, compra qualcosa per tutto il gruppo, per festeggiare, senza parsimonia e senza rimpianto.
È un pensiero spontaneo e gentile, che mi fa capire quanto poco conti il denaro per stare bene davvero.
Resami conto di questo, molte preoccupazioni e tensioni si sono dissolte.
Allora non erano problemi seri e reali, ma solo pensieri sporchi e limitanti, negatività assorbite negli anni passati.
Mi sento come i bambini di vazantinha, le cui risate argentine sono uguali a quelle di tutti i bambini del mondo, e che ridono sempre, giocano e si divertono anche senza i giocattoli.
I loro abbracci, i loro sguardi profondi e carichi di speranza mi fanno sentire degna di essere lì con loro, di essere anche io pura come loro.
martedì 27 aprile 2010
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Cara Marta , valeva la pena andare in Brasile se sei cambiata a questo punto e apprezzi i valori umani e una vita senza stress, tu che andavi in paranoia se non avevi sempre qualcosa di eccitante da fare come se stare con te stessa ti spaventasse o ti annoiasse. Evviva la nuova Marta!Leggerti è stata una gioia.Un bacio.lp
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